Legalità 2.0: All’ITT "Jannuzzi" di Andria il successo del progetto pilota con la Questura BAT

Legalità 2.0: All’ITT "Jannuzzi" di Andria il successo del progetto pilota con la Questura BAT

ANDRIA – Si è concluso con un bilancio estremamente positivo "A scuola di legalità", il progetto sperimentale che ha visto collaborare, in una sinergia inedita, l’ITT "G. L. Jannuzzi" di Andria e la Questura di Barletta-Andria-Trani (BAT). L’iniziativa, lanciata per la prima volta in assoluto presso l’istituto andriese, ha segnato un punto di svolta nel modo di comunicare il rispetto delle regole alle nuove generazioni.

Un approccio interattivo e tecnologico

A differenza dei tradizionali seminari frontali, il progetto ha puntato tutto sul coinvolgimento attivo. Grazie all'uso di strumenti digitali come Padlet e Kahoot, gli studenti sono diventati protagonisti del proprio apprendimento. Attraverso il gioco e la competizione ludica dei quiz interattivi, i ragazzi hanno affrontato tematiche delicate e di stretta attualità:

  • Contrasto alle dipendenze (droghe e alcool);
  • Lotta alla violenza di genere;
  • Prevenzione delle ludopatie.

Le voci dei protagonisti

Il successo dell’iniziativa è frutto di un lavoro di squadra coordinato dal Dirigente Scolastico, Giuseppe Monopoli, e dal Questore della BAT, Alfredo Fabbrocini.

"Abbiamo voluto abbattere il muro tra cattedra e banchi," ha dichiarato il Dirigente Monopoli. "La tecnologia, che spesso è vista come una distrazione, è diventata qui il veicolo per trasmettere valori fondamentali."

Il Questore Fabbrocini ha sottolineato l'importanza della presenza della Polizia di Stato tra i giovani, non solo come forza di controllo ma come punto di riferimento educativo.

"Abbiamo voluto guardare i ragazzi negli occhi, parlando la loro lingua senza filtri," si legge nelle note del progetto. "Volevamo capire cosa accade nelle loro menti quando si parla di pericolo e dignità. I risultati ci descrivono una gioventù che, se stimolata correttamente, sa rispondere con una profondità sorprendente."

Fondamentale è stato il contributo operativo dei poliziotti della Questura BAT, che hanno portato sul campo la loro esperienza quotidiana, affiancati dalla psicologa Annalisa Casamassima, il cui supporto è stato essenziale per decodificare le dinamiche emotive dei ragazzi.

Un modello da esportare

Il progetto non si fermerà tra le mura dello "Jannuzzi". Visto l'entusiasmo degli studenti e l'efficacia dei risultati ottenuti, gli organizzatori e i docenti che hanno curato la redazione del percorso sono già al lavoro per strutturare il format su scala più ampia. L’obiettivo è trasformare questo "esperimento riuscitissimo" in un modello educativo standardizzato, pronto per essere applicato in altri istituti del territorio e oltre.