Il giorno 7 gennaio 2026 noi alunni della classe 4A Meccanica, accompagnanti dalle professoresse Cannone e Piazzolla, ci siamo recati presso la masseria San Vittore di Andria, dove abbiamo trascorso l’intera mattinata vivendo un’esperienza intensa e profondamente formativa.
Ad accoglierci è stato don Riccardo Agresti, creatore del progetto “Senza Sbarre”, che ci ha illustrato le motivazioni e i presupposti che hanno reso possibile la nascita di questa realtà. Il progetto nasce con l’obiettivo di offrire ai detenuti e ai pregiudicati la possibilità di scontare parte della propria pena attraverso lavori socialmente utili, favorendone non solo l’inserimento nel mondo del lavoro, ma soprattutto un reale percorso di reinserimento nella società.
Durante la spiegazione con cui Don Riccardo ci ha illustrato l’intero progetto, dagli esordi (circa otto anni fa) ad oggi, è stato inevitabile ricollegarsi a quanto affrontato precedentemente in classe, in particolare all’articolo 27 della Costituzione italiana, che recita: “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. Questa giornata ci ha permesso di comprendere concretamente il significato di queste parole, osservando come la rieducazione possa diventare un’opportunità reale di cambiamento.
All’interno della masseria avviene la produzione di taralli artigianali, distribuiti (con il marchio A MANO LIBERA) in numerosi supermercati e aziende italiane. Con l’aiuto e l’esperienza dei detenuti, tra momenti di lavoro, scherzi e sorrisi, ci sono state illustrate tutte le fasi della produzione: dalla preparazione delle materie prime fino allo smistamento e all’imballaggio del prodotto finito.
Abbiamo avuto anche l’opportunità di sperimentare in prima persona la lavorazione manuale, collaborando attivamente con i detenuti e condividendo con loro momenti di autentica cooperazione.
Al termine dell’attività, don Riccardo ci ha riuniti per farci ascoltare la testimonianza diretta di uno dei detenuti, che ci ha raccontato il proprio percorso personale, dall’attività delinquenziale al carcere e alla rieducazione, per la quale essenziale si è rivelato il soggiorno presso la Masseria e la vicinanza di Don Riccardo Agresti. Le sue parole ci hanno colpito profondamente, rappresentando un’importante occasione di riflessione.
È stata un’esperienza davvero significativa: una mattinata decisamente diversa dal solito, capace di arricchirci non solo dal punto di vista didattico, ma soprattutto umano, aiutandoci a guardare la realtà del carcere e della pena con maggiore consapevolezza e sensibilità.

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